Vigna
Agricoltura biologica
Metodo di coltivazione in vigna che esclude
pesticidi e fertilizzanti chimici di sintesi.
È spesso il punto di partenza, ma non basta
da solo a definire un vino naturale.
Vitigni autoctoni
VarietĂ  di uva originarie di un territorio
specifico, spesso legate alla sua storia
agricola.
Resa
QuantitĂ  di uva prodotta per ettaro.
Nel vino naturale si tende a mantenerla
bassa per privilegiare qualitĂ 
e concentrazione.
Vendemmia manuale
Raccolta dell’uva a mano, che permette
una selezione piĂš attenta dei grappoli
ed evita l’inserimento in vigna
di macchinari agricoli pesanti
che potrebbero disturbare la naturale vita
del suolo.
Vendemmia anticipata / tardiva
Scelta di raccogliere prima o dopo il pieno
della maturazione: anticipata → più acidità,
meno alcol (per esempio per realizzare
vini spumanti); tardiva → più zuccheri,
piĂš struttura.
Trattamenti rame/zolfo
Unici trattamenti generalmente ammessi
in biologico e biodinamico per proteggere
la vite da malattie.
Peronospora
Malattia fungina della vite causata
da umiditĂ .
Oidio
Altro fungo della vite, riconoscibile
per la patina biancastra sulle foglie
e sui grappoli.
Portainnesto
Radice su cui vengono innestate varietĂ 
di viti europee. Oggi quasi tutte le viti
sono innestate su portainnesti di origine
americana, scelti per la loro resistenza
ai parassiti e la capacitĂ  di adattarsi
a diversi suoli. Il portainnesto
non determina il gusto del vino in modo
diretto, ma influisce su vigoria della pianta,
resa e adattamento al terreno.
Fillossera
Insetto parassita che attacca le radici
della vite, causando la morte della pianta.
Responsabile della devastante crisi
della fillossera che, tra fine ’800
e inizio ’900, distrusse gran parte
dei vigneti europei. La soluzione fu l’innesto
delle viti europee su radici americane
resistenti: da qui nasce il sistema viticolo
moderno.
Barbatella
Giovane pianta di vite pronta per essere
piantata in vigna. Spesso, la barbatella
è innestata ed è composta da due parti:
portainnesto (la radice, di origine
americana, resistente alla fillossera),
marza (la parte superiore, cioè la varietà
europea che produrrà l’uva).
Vigna vecchia
Viti con molti anni (spesso >30-40),
che producono meno ma con maggiore
concentrazione.
Allevamento della vite
Sistema con cui la pianta viene guidata
nella crescita (es. guyot, cordone
speronato). Influisce su esposizione, resa
e facilitĂ  di lavoro.
Potatura
Taglio selettivo dei rami per regolare
produzione e salute della pianta.
È uno degli interventi piÚ delicati: sbagliare
qui significa condizionare tutta l’annata.
Potatura verde
Interventi fatti durante la stagione
vegetativa (es. togliere germogli o foglie)
per gestire luce, aria e carico produttivo.
Germogliamento
Fase primaverile in cui la vite riparte
e spuntano i primi germogli.
Artigiano / Vigneron
Produttore che segue direttamente tutte
le fasi, dalla vigna alla bottiglia.
Filiera corta
Distribuzione diretta o con pochi
intermediari tra produttore e consumatore.
Invaiatura
Momento in cui gli acini iniziano
a cambiare colore (da verde a rosso/viola
o giallo). Segna l’inizio della maturazione.
Maturazione fenolica
Sviluppo completo di tannini, aromi
e struttura nell’uva. Non coincide sempre
con la semplice maturazione zuccherina.
Escursione termica
Differenza tra temperatura giorno/notte.
Favorisce lo sviluppo aromatico e mantiene
l’acidità.
BiodiversitĂ 
Presenza di diverse specie vegetali
e animali in vigna. Nei contesti naturali
è vista come un fattore chiave
per l’equilibrio dell’ecosistema.
Piede franco
Vite non innestata, che cresce sulle proprie
radici originali europee (Vitis vinifera).
È una condizione oggi rara, possibile
solo in territori dove la fillossera non riesce
a sopravvivere (es. suoli sabbiosi o molto
particolari). I vini da piede franco
sono spesso considerati speciali perchĂŠ
rappresentano una continuitĂ  diretta
con la viticoltura pre-fillossera.
Terroir
Insieme di fattori naturali (suolo, clima,
esposizione) e umani che determinano
il carattere unico di un vino.
Agricoltura biodinamica
Approccio agricolo sviluppato a partire
dalle teorie di Rudolf Steiner. Considera
la vigna come un organismo vivente
complesso, in relazione con il suolo,
il clima e i cicli cosmici. Prevede: l’uso
di preparati naturali (a base di erbe,
minerali e letame) per stimolare la fertilitĂ 
del terreno; il rispetto dei ritmi lunari
e planetari nelle lavorazioni agricole;
il rifiuto di chimica di sintesi e interventi
invasivi. L’obiettivo è rafforzare l’equilibrio
e la vitalitĂ  del suolo, cosĂŹ che la pianta
possa esprimere al meglio il proprio terroir.
Vigna
Agricoltura biologica
Metodo di coltivazione in vigna
che esclude pesticidi
e fertilizzanti chimici di sintesi.
È spesso il punto di partenza,
ma non basta da solo a definire un vino naturale.
Vitigni autoctoni
VarietĂ  di uva originarie
di un territorio specifico, spesso legate alla sua storia agricola.
Resa
QuantitĂ  di uva prodotta
per ettaro. Nel vino naturale
si tende a mantenerla
bassa per privilegiare qualitĂ 
e concentrazione.
Vendemmia manuale
Raccolta dell’uva a mano,
che permette una selezione
piĂš attenta dei grappoli
ed evita l’inserimento in vigna
di macchinari agricoli pesanti
che potrebbero disturbare
la naturale vita del suolo.
Vendemmia anticipata / tardiva
Scelta di raccogliere prima
o dopo il pieno della maturazione: anticipata → più acidità,
meno alcol (per esempio
per realizzare vini spumanti); tardiva → più zuccheri,
piĂš struttura.
Trattamenti rame/zolfo
Unici trattamenti generalmente
ammessi in biologico
e biodinamico per proteggere
la vite da malattie.
Peronospora
Malattia fungina della vite
causata da umiditĂ .
Oidio
Altro fungo della vite,
riconoscibile per la patina
biancastra sulle foglie e sui
grappoli.
Portainnesto
Radice su cui vengono innestate
varietĂ  di viti europee. Oggi
quasi tutte le viti sono innestate
su portainnesti di origine
americana, scelti per la loro
resistenza ai parassiti
e la capacitĂ  di adattarsi a diversi
suoli. Il portainnesto
non determina il gusto del vino
in modo diretto, ma influisce
su vigoria della pianta,
resa e adattamento al terreno.
Fillossera
Insetto parassita che attacca
le radici della vite, causando
la morte della pianta.
Responsabile della devastante
crisi della fillossera che,
tra fine ’800 e inizio ’900,
distrusse gran parte dei vigneti
europei. La soluzione fu l’innesto
delle viti europee su radici
americane resistenti: da qui
nasce il sistema viticolo
moderno.
Barbatella
Giovane pianta di vite pronta
per essere piantata in vigna.
Spesso, la barbatella è innestata
ed è composta da due parti:
portainnesto (la radice, di origine
americana, resistente
alla fillossera), marza (la parte
superiore, cioè la varietà
europea che produrrà l’uva).
Vigna vecchia
Viti con molti anni
(spesso >30-40), che producono
meno ma con maggiore
concentrazione.
Allevamento della vite
Sistema con cui la pianta viene
guidata nella crescita (es. guyot,
cordone speronato). Influisce
su esposizione, resa e facilitĂ 
di lavoro.
Potatura
Taglio selettivo dei rami
per regolare produzione e salute
della pianta. È uno
degli interventi piĂš delicati:
sbagliare qui significa
condizionare tutta l’annata.
Potatura verde
Interventi fatti durante
la stagione vegetativa
(es. togliere germogli o foglie)
per gestire luce, aria e carico
produttivo.
Germogliamento
Fase primaverile in cui la vite
riparte e spuntano i primi
germogli.
Artigiano / Vigneron
Produttore che segue
direttamente tutte le fasi,
dalla vigna alla bottiglia.
Filiera corta
Distribuzione diretta o con pochi
intermediari tra produttore
e consumatore.
Invaiatura
Momento in cui gli acini iniziano
a cambiare colore (da verde
a rosso/viola o giallo). Segna
l’inizio della maturazione.
Maturazione fenolica
Sviluppo completo di tannini,
aromi e struttura nell’uva.
Non coincide sempre
con la semplice maturazione
zuccherina.
Escursione termica
Differenza tra temperatura
giorno/notte. Favorisce
lo sviluppo aromatico e mantiene
l’acidità.
BiodiversitĂ 
Presenza di diverse specie
vegetali e animali in vigna.
Nei contesti naturali è vista
come un fattore chiave
per l’equilibrio dell’ecosistema.
Piede franco
Vite non innestata, che cresce
sulle proprie radici originali
europee (Vitis vinifera).
È una condizione oggi rara,
possibile solo in territori dove
la fillossera non riesce
a sopravvivere (es. suoli sabbiosi
o molto particolari). I vini
da piede franco sono spesso
considerati speciali perchĂŠ
rappresentano una continuitĂ 
diretta con la viticoltura
pre-fillossera.
Terroir
Insieme di fattori naturali (suolo, clima, esposizione)
e umani che determinano
il carattere unico di un vino.
Agricoltura biodinamica
Approccio agricolo sviluppato
a partire dalle teorie di Rudolf
Steiner. Considera la vigna come
un organismo vivente complesso,
in relazione con il suolo,
il clima e i cicli cosmici. Prevede:
l’uso di preparati naturali (a base
di erbe, minerali e letame)
per stimolare la fertilitĂ 
del terreno; il rispetto dei ritmi
lunari e planetari
nelle lavorazioni agricole;
il rifiuto di chimica di sintesi
e interventi invasivi. L’obiettivo
è rafforzare l’equilibrio
e la vitalitĂ  del suolo, cosĂŹ
che la pianta possa esprimere
al meglio il proprio terroir.
Cantina
Vino naturale
Non esiste una definizione legale unica,
ma generalmente indica vini prodotti
da uve coltivate senza chimica di sintesi,
fermentati spontaneamente e vinificati
con interventi minimi.
Fermentazione spontanea
Fermentazione attivata da lieviti
naturalmente presenti sull’uva
e nell’ambiente, senza aggiunta di lieviti
selezionati.
Lieviti indigeni
Microrganismi naturali presenti sulle bucce
dell’uva e in cantina, responsabili
della fermentazione spontanea.
Macerazione
Contatto tra mosto e bucce durante
la fermentazione. Influenza colore,
struttura e aromi del vino. I vini “orange”
sono anche detti “macerati” perché le uve
da cui sono prodotti - uve a bacca bianca -
restano a contatto con le bucce; quindi
si vinifica “in rosso” un'uva che
(solitamente, nel vino standardizzato)
si vinifica in bianco (senza contatto
con le bucce).
Vinificazione in bianco
Metodo in cui il mosto fermenta
senza contatto con le bucce. Le uve
vengono pressate subito e il succo
fermenta separato dalle parti solide;
da vini piĂš freschi, leggeri e senza tannino.
Vinificare in bianco uve a bacca bianca
produce i vini bianchi; vinificare in bianco
uve a bacca rossa produce vini rosati rosati.
Vinificazione in rosso
Metodo in cui il mosto fermenta insieme
alle bucce. Durante la macerazione
si estraggono colore, tannini e aromi,
presenti nelle bucce (ed eventualmente
nei raspi); produce vini piĂš strutturati
e complessi. Vinificare in rosso uve a bacca
rossa produce vini rossi; vinificare in rosso
uve a bianca produce gli orange.
Vino orange / macerato
Vino bianco (uve a bacca bianca) vinificato
con macerazione sulle bucce, che assume
colore ambrato e maggiore struttura.
Vino rosso
Vino ottenuto da uve rosse
con macerazione sulle bucce. Il colore
e la struttura (corpo e trama tannica)
derivano proprio dalle bucce, presenza
di tannini e maggiore corpo.
Vino passito
Vino prodotto da uve appassite, cioè
lasciate disidratare prima (in pianta)
o dopo la raccolta. La perdita d’acqua
concentra zuccheri e aromi, usata
per produrre vini dolci.
Vino fortificato
Vino a cui viene aggiunto alcol (di solito
distillato di vino) durante o dopo
la fermentazione. Questo aumenta
la gradazione e può bloccare
la fermentazione, mantenendo zuccheri
residui. Esempi: Porto, Sherry.
Vino aromatizzato
Vino a cui vengono aggiunte erbe,
spezie o altri aromi naturali, esempio:
il vermouth.
Vino frizzante
Vino con una leggera presenza di anidride carbonica (pressione piĂš bassa). Le bollicine sono delicate e meno persistenti.
Vino spumante
Vino con una pressione più alta e bollicine più fini e persistenti. La CO₂ deriva
da una seconda fermentazione.
Metodo classico
Metodo di produzione degli spumanti
in cui la seconda fermentazione avviene
in bottiglia. Il vino resta a contatto
con i lieviti (affinamento sui lieviti), sviluppando complessità, note di pane, crosta, tostatura. Avviene poi la sboccatura, in cui le fecce vengono rimosse. È il metodo dello Champagne, del Franciacorta
e di molti grandi spumanti.
Metodo ancestrale (Pet-Nat)
Metodo piĂš antico: il vino viene imbottigliato prima che la fermentazione sia finita. La fermentazione continua
in bottiglia, creando bollicine naturali, spesso senza sboccatura. I vini sono spesso torbidi (perchĂŠ le fecce non vengono rimosse) e ricchi a livello organolettico.
Affinamento
Periodo in cui il vino matura dopo
la fermentazione, in acciaio, legno,
cemento o altri contenitori.
Anfora
Contenitore in terracotta usato
per fermentazione e affinamento, ispirato
a pratiche antiche (diffuse storicamente
in Georgia, primo luogo in cui si ha testimonianza del vino).
Solforosa / Solfiti (SO₂)
Additivo usato per stabilizzare
e conservare il vino. Nei vini naturali
è assente o utilizzato in quantità molto basse.
Vino senza solfiti aggiunti
Vino a cui non è stata aggiunta anidride solforosa. Attenzione: piccole quantità
di solforosa si formano naturalmente
nella produzione del vino.
Non filtrato / Non chiarificato
Vino imbottigliato senza processi
di filtrazione o chiarifica: può avere presenza di residui o essere un po’ torbido.
Fermentazione malolattica
Processo in cui l’acido malico (più duro)
si trasforma in acido lattico (piĂš morbido).
Batonnage
Rimescolamento delle fecce fini
durante l’affinamento per dare struttura
e complessitĂ .
Fecce fini
Residui di lieviti morti che possono contribuire a texture e aromi del vino.
Colmatura
Riempimento delle botti per compensare l’evaporazione ed evitare ossidazioni.
Travasi
Spostamento del vino da un contenitore all’altro per separarlo dai sedimenti.
Acciaio / Cemento / Legno
Materiali di vinificazione: acciaio = neutro; cemento = micro-ossigenazione; legno =
piĂš micro-ossigenazione + ulteriori aromi rilasciati dal legno (materiale adatto
per vini da invecchiamento) + evoluzione
Barrique
Piccola botte in legno da 225/228l (spesso rovere) che può influenzare molto il profilo aromatico.
Intervento minimo
Principio chiave: fare il meno possibile
in cantina per lasciare esprimere
uva e territorio.
Trasparenza
Pratica (non sempre obbligatoria)
di dichiarare cosa è stato fatto in vigna
e in cantina.
Standardizzazione
Tendenza a rendere i vini simili tra loro
per incontrare il gusto medio.
Annata
Anno di raccolta dell’uva → può cambiare radicalmente il vino.
Vino industriale
Opposto del naturale: standardizzato, spesso corretto con additivi e tecnologie invasive.
Rifermentato in bottiglia (Pet-Nat)
Vino imbottigliato prima della fine della fermentazione → bollicine naturali
senza aggiunte.
Diraspatura
Separazione degli acini dal raspo prima
della fermentazione.
Pigiatura
Schiacciamento dell’uva per ottenere
il mosto.
Pressatura
Fase in cui si estraggono i succhi
dalle bucce dopo (o senza) fermentazione.
Mosto
Succo d’uva non ancora fermentato.
Vino bianco
Vino ottenuto da uve bianche senza
macerazione sulle bucce. Caratterizzato
da freschezza, aciditĂ  e profili aromatici
piĂš delicati.
Cantina
Vino naturale
Non esiste una definizione legale
unica, ma generalmente indica
vini prodotti da uve coltivate
senza chimica di sintesi,
fermentati spontaneamente
e vinificati con interventi minimi.
Fermentazione spontanea
Fermentazione attivata da lieviti
naturalmente presenti sull’uva
e nell’ambiente, senza aggiunta
di lieviti selezionati.
Lieviti indigeni
Microrganismi naturali presenti
sulle bucce dell’uva e in cantina,
responsabili della fermentazione
spontanea.
Macerazione
Contatto tra mosto e bucce
durante la fermentazione.
Influenza colore, struttura
e aromi del vino. I vini “orange”
sono anche detti “macerati”
perchĂŠ le uve da cui sono
prodotti - uve a bacca bianca -
restano a contatto con le bucce;
quindi si vinifica “in rosso”
un'uva che (solitamente, nel vino
standardizzato) si vinifica
in bianco (senza contatto
con le bucce).
Vinificazione in bianco
Metodo in cui il mosto fermenta
senza contatto con le bucce.
Le uve vengono pressate subito
e il succo fermenta separato
dalle parti solide; da vini piĂš
freschi, leggeri e senza tannino.
Vinificare in bianco uve a bacca
bianca produce i vini bianchi;
vinificare in bianco uve a bacca
rossa produce vini rosati rosati.
Vinificazione in rosso
Metodo in cui il mosto fermenta
insieme alle bucce. Durante
la macerazione si estraggono
colore, tannini e aromi, presenti
nelle bucce (ed eventualmente
nei raspi); produce vini
piĂš strutturati e complessi.
Vinificare in rosso uve a bacca
rossa produce vini rossi; vinificare
in rosso uve a bianca produce
gli orange.
Vino orange / macerato
Vino bianco (uve a bacca bianca)
vinificato con macerazione
sulle bucce, che assume
colore ambrato e maggiore
struttura.
Vino rosso
Vino ottenuto da uve rosse
con macerazione sulle bucce.
Il colore e la struttura (corpo
e trama tannica) derivano
proprio dalle bucce, presenza
di tannini e maggiore corpo.
Vino passito
Vino prodotto da uve appassite,
cioè lasciate disidratare prima
(in pianta) o dopo la raccolta.
La perdita d’acqua concentra
zuccheri e aromi, usata
per produrre vini dolci.
Vino fortificato
Vino a cui viene aggiunto alcol
(di solito distillato di vino)
durante o dopo la fermentazione.
Questo aumenta la gradazione
e può bloccare la fermentazione,
mantenendo zuccheri residui.
Esempi: Porto, Sherry.
Vino aromatizzato
Vino a cui vengono aggiunte
erbe, spezie o altri aromi naturali,
esempio: il vermouth.
Vino frizzante
Vino con una leggera presenza
di anidride carbonica (pressione
piĂš bassa). Le bollicine sono
delicate e meno persistenti.
Vino spumante
Vino con una pressione piĂš alta
e bollicine piĂš fini e persistenti.
La CO₂ deriva da una seconda
fermentazione.
Metodo classico
Metodo di produzione
degli spumanti in cui la seconda
fermentazione avviene
in bottiglia. Il vino resta
a contatto con i lieviti
(affinamento sui lieviti),
sviluppando complessitĂ , note
di pane, crosta, tostatura.
Avviene poi la sboccatura, in cui
le fecce vengono rimosse.
È il metodo dello Champagne,
del Franciacorta e di molti grandi
spumanti.
Metodo ancestrale
(Pet-Nat)
Metodo piĂš antico: il vino viene
imbottigliato prima
che la fermentazione sia finita.
La fermentazione continua
in bottiglia, creando bollicine
naturali, spesso senza
sboccatura. I vini sono spesso
torbidi (perchĂŠ le fecce
non vengono rimosse) e ricchi
a livello organolettico.
Affinamento
Periodo in cui il vino matura
dopo la fermentazione, in acciaio,
legno, cemento o altri
contenitori.
Anfora
Contenitore in terracotta usato
per fermentazione e affinamento,
ispirato a pratiche antiche
(diffuse storicamente in Georgia,
primo luogo in cui si ha
testimonianza del vino).
Solforosa / Solfiti (SO₂)
Additivo usato per stabilizzare
e conservare il vino. Nei vini
naturali è assente o utilizzato
in quantitĂ  molto basse.
Vino senza solfiti aggiunti
Vino a cui non è stata aggiunta
anidride solforosa. Attenzione:
piccole quantitĂ  di solforosa
si formano naturalmente
nella produzione del vino.
Non filtrato /
Non chiarificato
Vino imbottigliato senza processi
di filtrazione o chiarifica:
può avere presenza di residui
o essere un po’ torbido.
Fermentazione
malolattica
Processo in cui l’acido malico
(piĂš duro) si trasforma in acido
lattico (piĂš morbido).
Batonnage
Rimescolamento delle fecce fini
durante l’affinamento per dare
struttura e complessitĂ .
Fecce fini
Residui di lieviti morti
che possono contribuire
a texture e aromi del vino.
Colmatura
Riempimento delle botti
per compensare l’evaporazione
ed evitare ossidazioni.
Travasi
Spostamento del vino
da un contenitore all’altro
per separarlo dai sedimenti.
Acciaio / Cemento /
Legno
Materiali di vinificazione: acciaio = neutro; cemento = micro-ossigenazione; legno =
piĂš micro-ossigenazione + ulteriori aromi rilasciati
dal legno (materiale adatto
per vini da invecchiamento) + evoluzione
Barrique
Piccola botte in legno da 225/228l
(spesso rovere) che può
influenzare molto il profilo
aromatico.
Intervento minimo
Principio chiave: fare il meno
possibile in cantina per lasciare
esprimere uva e territorio.
Trasparenza
Pratica (non sempre
obbligatoria) di dichiarare
cosa è stato fatto in vigna
e in cantina.
Standardizzazione
Tendenza a rendere i vini simili
tra loro per incontrare il gusto
medio.
Annata
Anno di raccolta dell’uva → può cambiare radicalmente
il vino.
Vino industriale
Opposto del naturale:
standardizzato, spesso corretto
con additivi e tecnologie
invasive.
Rifermentato in bottiglia
(Pet-Nat)
Vino imbottigliato prima
della fine della fermentazione →
bollicine naturali senza aggiunte.
Diraspatura
Separazione degli acini dal raspo
prima della fermentazione.
Pigiatura
Schiacciamento dell’uva
per ottenere il mosto.
Pressatura
Fase in cui si estraggono i succhi
dalle bucce dopo (o senza)
fermentazione.
Mosto
Succo d’uva non ancora fermentato.
Vino bianco
Vino ottenuto da uve bianche
senza macerazione sulle bucce.
Caratterizzato da freschezza,
aciditĂ  e profili aromatici
piĂš delicati.
Degustazione, convivialitĂ 
e linguaggio
Beva
Termine informale per indicare la facilitĂ 
e il piacere di bere un vino.
Ossidazione
Contatto eccessivo con l’ossigeno
che altera il vino, portando a note di mela
cotta, noce o marsala.
AciditĂ  volatile
Componente acida (soprattutto acido
acetico) che in eccesso dĂ  odori di aceto.
In piccole dosi può contribuire
alla complessitĂ .
Funky
Termine informale (preso dal linguaggio
musicale) per descrivere aromi fuori
dallo standard: animali, fermentativi,
selvatici.
MineralitĂ 
Sensazione (non sempre scientificamente
definita) che richiama pietra, sale, gesso.
Astringenza
Sensazione di secchezza in bocca causata
dai tannini.
Tannino
Componente estratta da bucce, vinaccioli
e raspi. Struttura tipica dei rossi (ma anche
degli orange).
Persistenza
Durata delle sensazioni gustative
dopo aver deglutito.
Equilibrio
Armonia tra aciditĂ , alcol, tannino e corpo.
Verticale
Vino teso, fresco, con forte aciditĂ .
Difetto
Alterazione non desiderata (es. tappo, ossidazione eccessiva, volatile troppo alta).
TCA (odore di tappo)
Difetto causato da contaminazione
del sughero, da al vino odore di muffa/
cartone bagnato.
Degustazione, convivialitĂ 
e linguaggio
Beva
Termine informale per indicare
la facilitĂ  e il piacere di bere
un vino.
Ossidazione
Contatto eccessivo
con l’ossigeno che altera il vino,
portando a note di mela
cotta, noce o marsala.
AciditĂ  volatile
Componente acida (soprattutto
acido acetico) che in eccesso
dĂ  odori di aceto. In piccole dosi
può contribuire alla complessità.
Funky
Termine informale (preso
dal linguaggio musicale)
per descrivere aromi fuori
dallo standard: animali,
fermentativi, selvatici.
MineralitĂ 
Sensazione (non sempre
scientificamente definita)
che richiama pietra, sale, gesso.
Astringenza
Sensazione di secchezza
in bocca causata dai tannini.
Tannino
Componente estratta da bucce,
vinaccioli e raspi. Struttura tipica
dei rossi (ma anche degli orange).
Persistenza
Durata delle sensazioni gustative
dopo aver deglutito.
Equilibrio
Armonia tra aciditĂ , alcol,
tannino e corpo.
Verticale
Vino teso, fresco, con forte
aciditĂ .
Difetto
Alterazione non desiderata
(es. tappo, ossidazione eccessiva,
volatile troppo alta).
TCA (odore di tappo)
Difetto causato
da contaminazione del sughero,
da al vino odore di muffa/
cartone bagnato.
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